











Le opere che hanno preso posto all’interno dell’allestimento sono state esclusivamente quelle di Damiano Spagnolo.
“Nelle mie tele racconto la contemporaneità, i nostri tempi. I temi centrali di questa narrazione sono la transizione dei valori morali, l’esercizio del potere strumentale e l’impoverimento della vita interiore. Oggi, i valori morali sono decentrati: se in passato l’umanità si è rivolta al sacro e al dogmatico per dirigere il suo agire, oggi essa si rivolge alla rete; si connette al Wi-Fi e si fa muta. L’esercizio del potere strumentale delinea un impiegato, o meglio un funzionario, che dispone di un potere poco rilevante, e si trova nella condizione momentanea di non poterlo esercitare su nessun ‘collega’. Di conseguenza lo eserciterà su di sé nell’unico modo che conosce. La vita interiore si è a tal punto impoverita che l’interiorità stessa è oggi solo imitata, solo in pubblico ed in cambio di serotonina: da qui gli uomini piatti, senza volto, senza volontà, senza umanità, eterodiretti e muti. Sono alla ricerca di uno stile asciutto e immediato, che trasmette l’emozione con forza e rapidità, che fa di essa il veicolo della narrazione.”