








Vescovi, preti, figure viste frontalmente con denti matericamente in
rilievo prendono possesso della sua produzione. Con essi anche
molti volti dalle fattezze irriconoscibi ad un primo sguardo: la
negazione delle forme attraverso la sovrapposizione dei segni.
Dalle opere di matrice picassiana, si passa ad una necessità
forzata di comunicazione attraverso i quadri. Ed inevitabile
l’approccio ad una tecnica baconiana della rappresentazione
dello stato in essere dell’artista. Cendamo crea scatole che
contengono volti che contengono la vera essenza di chi li sta
dipingendo e che ridirigono tutto ciò allo spettatatore. L’artista,
tormentato da un’esistenza che lo ha consumato, si nasconde
e cerca di gettare tutto nell sua opera, nel mero tentativo di
sfuggire all’evidenza.